Lo “strano” caso del Vicario Longo.
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La storia che stiamo per raccontarvi è poco conosciuta.
Ha come protagonista un anziano sacerdote di 73 anni, vicario foraneo e padre “spirituale” di un paesino di appena 3000 anime.
Il nostro racconto inizia il 7 gennaio 1928, una fredda domenica invernale, festa del Battesimo del Signore.
Come ogni domenica, il nostro protagonista, padre Vito Longo, intorno alle 10, spiega il Vangelo ai fedeli.
Quella mattina però non si presenta nessuno.
“Cosa sarà successo?”“Perché il “padre vicario” non è presente in chiesa?”.
Queste ed altre domande frullano nella testa del preoccupato sagrestano, don Mario Tripolone, tanto che corre a chiamare il nipote del parroco, Arcangelo Cantone, l’unico ad avere una copia delle chiavi della casa, situata sopra il salone parrocchiale.
Arrivati sull’ uscio della porta, dopo aver inutilmente bussato, il nipote apre la porta e trova davanti a sé uno spettacolo orripilante.
Sangue e carte sparsi per la stanza e come se non bastasse, il cadavere del Vicario, crivellato da circa 30 coltellate, denudato e sistemato sul tavolo in posizione supina e con addosso degli oggetti, posizionati in diverse parti del corpo, tesi a significare, probabilmente, un qualcosa di macabro.
Perché tutto quest’ orrore, questa orribile messinscena per uccidere un uomo già anziano e per di più sacerdote?
Semplice rapina o c’e dell’altro?
Mistero.
Il fatto, come un fulmine, scuote Mascalucia.
Giornalisti, autorità ecclesiastiche e civili, accorrono sul posto per capirne di piu’, ma tutto sembra inspiegabile.
Ma facciamo un passo indietro e , prima di procedere con la nostra storia ed entrare nei dettagli, conosciamo in breve il contesto storico in cui si svolgono i fatti, corredato da un breve profilo del nostro protagonista.
Nel 1928, Mascalucia conta circa 3000 abitanti, in maggioranza, contadini.
Piccolo paese situato ai piedi del monte Etna, che ha nella produzione del vino, la maggior parte della sua sussistenza.
In Italia, da ormai 3 anni, si è instaurata la dittatura fascista di Benito Mussolini, capo indiscusso di un regime, nato come movimento politico e poi trasformatosi in partito totalitario.
A quel tempo, la carica di sindaco di Mascalucia (chiamato all’ epoca, Podestà) era rappresentata dall’ avv. Cosentino.
Il Vicario Vito Longo invece, ormai da 33 anni (è in carica dal 1895), amministra e tiene le redini della Chiesa Madre.
Nato nel 1854, figlio di calzolaio, a lui si deve l’ampliamento della chiesa, passata da una a tre navate, l’erezione del campanile, dopo i lavori effettuati nei primi anni del XX sec., l’abbellimento della Chiesa, con l’acquisizione di nuovi oggetti sacri (statue, costruzione della varetta del Cristo morto, portato in processione il Venerdi santo), ma soprattutto una fioritura religiosa in termini di partecipazione della popolazione mascaluciese alle varie funzioni annuali.
Il tutto, sotto la guida del cardinale Francica-Nava, che regge la diocesi catanese, anch’egli dal 1895, ricordato soprattutto per aver emanato la legge sulle Parrocchie, nel 1919.
E’ proprio, la chiesa Madre, diviene Parrocchia nel 1926.

Fine prima parte.

Pico della Mirandola.
Copyright MDOC.

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