L’eruzione dell’Etna dell11 marzo 1669 fu catastrofica: la lava raggiunse l’altezza di 11 metri seppellendo l’antica Chiesa di Mompileri, e tutto l’abitato.

chiesa misericordia e santuario mompileri

La chiesa, costruita forse intorno al 1100, era a forma basilicale, a tre navate, conteneva tre statue molto venerate dedicate alla SS. Vergine delle Grazie, a Maria SS, Annunziata e all’Arcangelo Gabriele, meta di grandi pellegrinaggi. Sorgeva non molto distante dalla Chiesa della Misericordia e dalla Chiesa della Madonna Bambina, chiesette miracolosamente salvate dalla colata del 1669. La furia della lava lasciò prodigiosamente intatta, solo la statua marmorea della Madonna, la colata lavica la ricoprì, ma una bolla d’aria permise a noi oggi di poter godere dello sguardo materno della Nostra Signora della Sciara, la statua rimase intatta. Nel 1704 fu portata alla luce la bellissima statua in marmo della SS. Vergine delle Grazie, forse opera del Gagini (il bambino Gesù tra le mani tiene un uccellino).

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Il sacerdote Don Antonio Di Urso cappellano di Mompilieri e di Massa Annunziata, datata 25 ottobre 1688, così scrisse: “la nostra Chiesa Maggiore chiamata dell’Annunziata trovavasi quasi a principio del paese da parte della tramontana. La Chiesa dell’Annunziata era a tre navate e le volte erano sostenute da colonne di Sciara. La porta grande della Chiesa guardava a levante ed era vicina alla strada che calava da Nicolosi. Nell’altare maggiore era posta l’immagine dell’Annunziata e, sopra un altro altare, l’immagine della Gran Signora Maria delle Grazie col Bambino Gesù in braccio”.

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Il primo agosto 1923 il Cardinale Nava, Arcivescovo di Catania, erigeva canonicamente a Santuario l’Oratorio di Mompileri, costruito subito dopo il ritrovamento della statua della Madonna della Sciara, (avvenuta il 18 agosto 1704). Da recenti scavi si cominciano a vedere le basi dell’antica chiea e l’altare maggiore. L’odierno Santuario sorge vicinissimo a dove è stata ritrovata la statua della Madonna. Il suo prospetto è semplice, portale d’ingresso architravato in pietra bianca sormontato da una finestra litica rettangolare. Il tetto è a capanna con volte a botte, l’interno a forma longitudinale con abside, a navata unica. Bellissima e suggestiva è la grotta del ritrovamento. A sinistra sorge la sacrestia costruita, negli anni cinquanta, da un devoto per grazia ricevuta.

Grazie all’energia devozionale del parroco padre Salvatore Incognito, i luoghi sono stati sensibilmente modificati con rinnovamenti per far rinascere nei fedeli lo spirito d’amore verso la Nostra Signora della Sciara, da sempre protettrice dei luoghi e dalle Sue Genti.

di Maria Grazia Sapienza Pesce

Fonti:

MASCALUCIA TRADIZIONI, CULTURA E “COMU U SANNU SENTIRI A CHISTU?” DI MARIA GRAZIA SAPIENZA PESCE E VITO BRUNO, 2006.

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