L’impostazione architettonica della chiesa, in stile normanno siculo, ricorda molti tempi dei vicini paesi.

chiesa madre e san vito

Il prospetto, in muratura intonacata di colore chiaro, è diviso in tre parti da lesine in pietra lavica. Nei partiti laterali, in basso due grossi torrioni, al centro una finestra litica, al cui interno è posta una statua della Madonna, ai lati altre due finestre. Il portale è protetto da due colonne in pietra lavica. A destra, la torre campanaria si conclude con la cupola conica rivestita con mosaici ceramici policromi (Distretto Scolastico n°18, 1993). L’interno è a pianta basilicale, con transetto a tre navate; la navata centrale si risolve con un’abside semicircolare. In origine la struttura presentava una sola navata. La forma attuale a tre navate risale agli inizi del secolo scorso, ed è opera del vicario sac.Vito Longo.

Il pavimento è in marmo policromo. L’interno ospita opere d’arte di pregevole fattura. Nel 1700 i Benedettini, che soggiornavano a Mascalucia, arredarono gli interni della sacrestia, costruirono i confessionali e il coro ligneo, tutti in stile rococò (Aiello, 1996); del 1600 è il quadro raffigurante la Madonna delle Grazie, attribuito al monrealese Pietro Novelli; dello stesso periodo è una pala dedicata alla Madonna della Consolazione; un dipinto di Michele Rapisardi raffigura La Madonna Addolorata, e uno di Giuseppe Consoli Guardo, L’estasi di Sant’Antonio. La struttura originaria della chiesa era molto diversa da quell’attuale. Alcuni anni fa, durante dei lavori di restauro all’interno della cappella del Sacro Cuore, sono stati riportati alla luce i resti di un altare molto antico, che doveva essere l’altare principale del tempio; dalle iscrizioni rinvenute si è capito che l’altare, così come tutta la chiesa, era dedicata a San Nicola di Bari, e aveva direzione nord-sud. Questa chiesa era la parrocchia di Mascasia, dedicata a San Nicola, di cui parla papa Eugenio IV nella bolla del 31 marzo 1446, in occasione dell’elevazione a Collegiata della Chiesa Santa Maria dell’Elemosina in Catania.

Il cambiamento del titolo, da San Nicola, a Madonna della Consolazione, avvenne con l’acquisto del casale da parte di Giovanni Massa nel 1645; il Massa, regalò alla Chiesa Madre una pala d’altare raffigurante La Madonna della Consolazione. Il dipinto, attribuito a Pietro Novelli, fece cambiare la denominazione della chiesa (La Piana, 1994).

Il terremoto del 1693 causò molti danni. Nel secolo successivo il tempio fu consolidato e ristrutturato; si spostò l’orientamento lungo la direttrice est-ovest. La vecchia chiesa fu utilizzata come transetto per la nuova.

Sino al 1944 la Chiesa madre è stata l’unica parrocchia del paese. Nel 1986 il tempio è stato elevato a rango di Santuario.

di Gabriele Grimaldi

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