Nel 1602 il casale di Mascalucia contava 230 fuochi per una popolazione che oscillava dalle 900 alle 1.150 unità (Longo, 1969).

Nel 1641 la Corona spagnola afflitta dai debiti, e obbligata ad introitare quanto più denaro possibile, decise di vendere i casali di Catania.

Il 22 dicembre 1645, Mascalucia, e altri otto casali, furono venduti per trentacinquemila ducati al banchiere d’origini genovesi Giovanni Andrea Massa. Questi successivamente diede in dono il casale a Nicolò Placido Branciforte, principe di Butera, il quale, nel 1651, fu nominato da Filippo IV Re di Spagna, duca di S. Lucia o Mascalcia; il casale fu insignito del titolo di ducato.

Così prosegue l’Abate Amico nel Lexicon topographicum siculum: “Nicolò Placido Branciforti lasciò questo Casale al secondogenito Francesco partoritogli della moglie Caterina Branciforti, il quale fu Cavaliere di San Gennaro, due volte Pretore di Palermo e nel tempo della guerra che ci fu in Sicilia coi Francesi splendidamente provvedette alla patria ed al Regno intero; ebbe da Caterina Carretto il figliuolo Niccolò Placido II che divenne Principe di Butera”.

Il casale di Mompileri confinante a nord con quello di S. Lucia, il cui territorio oggi ricade nel comune di Mascalucia, era fin dal quindicesimo secolo un dominio feudale.

La prima baronia di Mompileri fu concessa da Re Martino detto “il giovane” nel 1399, a Galvagno de Turtureto da Messina (Mompileri, 1980).

Dopo due generazioni le notizie sul feudo si perdono; non si sa se dal 1450 al 1650 il baronato sia rimasto in possesso ai Turtureto, o sia ritornato di proprietà del regio demanio.

Nel 1650 all’epoca della vendita dei casali, un tale Giacinto Mirelli ottiene il titolo di Marchese di Mompileri, mentre il genovese Andrea Massa acquista il possesso del feudo nel 1645 (Lombardo, 1966).

La divisione del titolo feudale dall’utile possesso del feudo era una pratica diffusa ai tempi di Filippo IV, il quale, a causa delle numerose e snervanti guerre in sostegno della decadente monarchia spagnola, aveva bisogno d’ingenti somme di denaro; così anche la compravendita di titoli nobiliari si rendeva necessaria. Nel censimento del 1652 si contavano 1.413 abitanti a Mascalucia e 515 a Mompileri. Nel volgere di tre anni i due casali subiranno un considerevole calo demografico, passando rispettivamente a 1.035 e 200 abitanti (Ligresti, 1995).

di Gabriele Grimaldi

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