Supposta del 29/03/2019 : I piccoli gesti quotidiani.

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Quando la mattina ci alziamo dal letto, compiamo tutta una serie di gesti quotidiani assolutamente banali.
Sono rituali giornalieri che neanche ci accorgiamo di compiere talmente sono entrati nella nostra routine quotidiana.
Mettere i piedi a terra, indossare dei calzini, radersi la barba oppure per le donne, truccarsi, pettinarsi , accudire i figli.
Gesti ripetitivi giornalieri, semplici, consuetudinari.
Che facciamo tutti.
Ma sono solo una piccola parte delle migliaia di gesti quotidiani che compiamo durante il corso della giornata,
Mi è accaduta una storia che voglio raccontarvi.
Per fare una serie di accertamenti clinici, mi sono recato in ospedale.
Appena arrivato ci hanno accoppiato a due a due per fare le visite ed i prelievi di rito.
La mia compagna di turno era una ragazza giovane oltre la trentina che sembrava molto sofferente per un disturbo molto doloroso ad entrambi i reni.
Le ho chiesto se soffriva molto.
Ha fatto un sorriso triste , mi ha detto di si, ma ha aggiunto che l’indomani doveva fare un viaggio a Genova e che avrebbe fatto di tutto per rimettersi in piedi.
Dai, non puoi ho detto, non in queste condizioni. Vabbè lo rimandi ed andrai un’altra volta.
“Vado a Genova al Gaslini con mia figlia, Ha una malattia rara al cervelletto e deve essere assolutamente operata domani”.
Resto di sasso ma le chiedo se vuole, di raccontarmi la sua storia , tanto si sa in ospedale i minuti diventano ore. E le ore sono secoli.
Fa un altro sorriso triste, ma mi accorgo che ha fiducia in me e vuole aprirsi, esternare questa sua difficoltà.
Mi racconta di un penoso calvario , dalla scoperta del male a pochi anni d’età della bimba fino alle speranze mai sopite od alle piu’ cocenti delusioni.
Mi racconta di notti insonni insieme al marito, mi racconta di lacrime non sgorgate per paura di essere vista dalla bambina, di ansie e paure che non trovano sfogo e che si rinnovano ogni giorno.
“E’ mia figlia, devo fare di tutto per lei”.
Aggiunge poi di piccoli gesti quotidiani che la bambina non riesce a fare quali mettere i piedi a terra, indossare dei calzini, truccarsi, pettinarsi, giocare.
Ha bisogno sempre della sua mamma, sempre, sempre, sempre.
Piccoli gesti quotidiani, ricordate?
Piccoli banali gesti quotidiani per noi, ma che diventano enormi macigni e miracoli di bellezza in chi non puo’ compierli quotidianamente a causa di una malattia invalidante.
Specie in una bambina che dovrebbe abbracciare il mondo a quell’età.
Finisco gli esami e prima di andare via, desidero salutare la mia compagna di turno.
Penso che non basta un semplice, banale saluto di rito.
Ed allora, contro tutti i dettami della logica razionale e sotto la visione disperata delle infermiere che non si rendono conto di quello che sta accadendo, vedo una statua della Madonna con un vasetto di fiori sotto.
Ne prendo uno e glielo do: “Questo è per te e per tua figlia, auguri. Ce la farete, ne sono sicuro!”
Non ha piu’ un sorriso triste, ma luminoso.
Si alza e mi abbraccia.
Restiamo così qualche secondo, poi vado via.
Penso che non ci rivedremo mai piu’, ma quel piccolo gesto quotidiano che ho voluto fare verso una mamma, forse per me scontato e banale, per Lei e per sua figlia magari non è così scontato e banale.
Piccoli gesti quotidiani, ricordate.
E non dimenticate mai di farli quando vi capita l’occasione.
Sono banali per noi, sono carichi di significato per gli altri.

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