Quando Mussolini “passò” a Mascalucia…

Nell’agosto del 1937 , Benito Mussolini fa il suo ingresso a Catania. Siamo all’apice del periodo di maggiore popolarità del regime fascista , laddove tutto è funzionale all’esaltazione del Capo supremo definito Sovrano ed Imperatore. Il viaggio di Mussolini in Sicilia è una passerella trionfalistica tra bagni di folla, immagini che ne esaltano la fisicità , l’ordine ed il falso patriottismo imperante, ma è soprattutto l’occasione per ribadire una pressante sudditanza psicologica verso le popolazioni dell’Isola che vivranno solo marginalmente quest’oscuro periodo e la susseguente guerra mondiale che si scatenerà di lì a pochi anni.

Nelle immagini dei giornali dell’epoca, tutti asserviti alla propaganda fascista, un Mussolini monarca , virile e spavaldo raccoglie l’entusiasmo della popolazione isolana, quasi inconsapevole e passiva, ma curiosa e spinta in strada da istituzioni militaresche di fronte alle quaii non puoi dire di no.La propaganda fascista fa il resto: tutti in piazza, divisa da ordinanza, tutti invitati a salutare ed a sorridere. Giorni di festa, giorni di assoluta normalità, giorni di quotidianità semplice ed accattivante, forieri di eventi che rimarranno nella storia come i giorni più bui dell’umanità.

Il Duce fece un brevissimo passaggio anche a Mascalucia.

Ecco come viene descritto nei pochi ricordi di Graziella Amantia, mascaluciota doc oggi 85enne,:

“Radunarono tutte le scolaresche nella Piazza di San Vito. I ragazzini avevano pantaloni corti , camicia bianca con in testa il piccolo cappello “co giummu”, le ragazzine come me, avevano una gonna plissettata, camicetta bianca e un distintivo con raffigurato qualcosa che non sapevo nemmeno cosa fosse. Mussolini era su un’auto e passa lentamente da Mascalucia, preceduto da due moto sidecar e da un’ altra auto. Era vestito di bianco ed in piedi sull’auto scoperta. Fece un breve saluto con la mano e ci furono applausi. “…A Caliara lancio’ un mazzo di fiori all’indirizzo dell’auto, ma lei lo faceva sempre con tutti. Lo fece anche qualche anno dopo, quando a Mascalucia entrarono le truppe alleate.”

Paradossi floreali.

Anche Vito Cantone, mascalucioto DOC ci offre una piccola testimonianza:

“Mia mamma mi raccontava che quando passò Mussolini , vicino al pozzo Cremona laddove c’era “a ficu savvaggia”, aprirono un grosso “cannaggio” d’acqua per mettere in evidenza al Duce, l’abbondanza di acque nella zona”.

L’ossequiosità al Regime.

Giuseppe Reina x conto redazione MDOC

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