Di Maurizio Gangemi
Ricordo la prima volta che da bambino vidi l’interno di un orologio.
La meraviglia di scoprire come quel semplice tic-tac fosse l’effetto di una lunghissima catena di minuscole ruote e ingranaggi, dalle lancette fino alla molla che inconsapevolmente avvolgevo avvitando la corona.
Potenza della “meccanica” che rende materiche e palpabili soluzioni di automazione talvolta geniali, come ad esempio nella macchina per scrivere, o molto più in grande, nella automobile che forse ne è l’espressione più compiuta, tant’è che “meccanico” è per definizione chi ripara le auto.
Mi piacciono molto le automobili di una volta, quando l’elettronica non era ancora pervasiva e bastava la meccanica con un po’ di elettricità e un tocco di idraulica per farle andare.
Come succede ancora per la mia cara Renault 4 (rigorosamente rossa) che ha superato felicemente i quarant’anni sempre vissuti con me, qui a Roma.
Ovviamente tanti di questi oggetti e macchinari oggi non sono più adeguati alle necessità e restano quindi qualcosa da tenere più per il piacere di averli che per il servizio che possono dare.
Roba da ricercare nei mercatini di modernariato insomma; luoghi che attirano volentieri la mia attenzione.
Proprio in uno di questi mercatini romani, tra vari oggetti ho trovato una medaglia che celebrava una manifestazione automobilistica siciliana del passato.
Qui sta il divertimento di frequentare questi posti: avere lo spunto per andare alla ricerca della storia che rappresentano o hanno avuto certi oggetti prima di finire là. Un gusto po’ nostalgico, un po’ romantico forse, un po’ da cercatore.
E cercando una cosa se ne “scopre” un’altra, e così via. Come una ciliegia tira l’altra.
Di quella manifestazione, celebrata nella sua ventesima edizione non trovo traccia, ma la medaglia è firmata “Girbino” e trovo che Domenico Girbino era uno scultore nato (1937) a Bronte ma catanese di adozione, autore di molte opere importanti e apprezzate, vetrate, monumenti, bassorilievi ecc. diffuse in Sicilia, soprattutto orientale.
Molte porte di chiese sono dovute a lui e fra queste quelle della chiesa di S. Vito a Mascalucia.
Proprio a Mascalucia si era tenuta la manifestazione della medaglia, il giorno 4 di agosto del 1985.
Sul sito Mascalucia DOC trovo tante notizie interessanti sul luogo e sulle attività che vi si svolgono e “scopro” che nei giorni 3, 4 e 5 agosto 1985 ebbero luogo le celebrazioni per l’annuale festa di San Vito.
Pensavo di essere vicino alla fine della ricerca, ma nel programma ufficiale dei festeggiamenti di quell’anno, che per una incredibile coincidenza (ciliegia, dopo ciliegia) è riprodotto sul sito, non si parla di eventi automobilistici.
Io speravo di trovare di che tipo di manifestazione si trattasse e, visto che quella ne era la ventesima edizione, avrei voluto sapere di più su quelle precedenti e magari sulle successive e capire se la scelta di tenerla a Mascalucia avesse una motivazione specifica.
Per andare avanti nella ricerca, visto che una ciliegia tira l’altra, mi sono rivolto alla cortesia di Francesca Calì che cercando a sua volta di trovare qualche notizia mi ha offerto la disponibilità a usare questo mezzo per amplificare e diffondere le mie domande.
La foto della medaglia non aggiunge molto, ma mi fa piacere mostrarla comunque; porta una traccia sia pure minima di un fatto che appartiene a Mascalucia.
Chissà se qualcuno ricorda qualcosa o può suggerire altre potenziali fonti di notizie.
Possibile che siano davvero finite le ciliegie ?