Approfondimenti - Aprile 11, 2022

Madonna della “Sciara”: La relazione tecnica del Restauro.

Traendo spunto da ciò che è stato pubblicato nell’opuscolo informativo distribuito dal Santuario di Mompileri, Vi mostro la relazione tecnica redatta dal restauratore in cui, senza nulla nascondere, si evidenziano le motivazioni ed i perché si è alfin giunti alla decisione di procedere a una serie d’interventi sul simulacro, atti a riportare allo stato originario, […]
Di Giuseppe Reina

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Traendo spunto da ciò che è stato pubblicato nell’opuscolo informativo distribuito dal Santuario di Mompileri, Vi mostro la relazione tecnica redatta dal restauratore in cui, senza nulla nascondere, si evidenziano le motivazioni ed i perché si è alfin giunti alla decisione di procedere a una serie d’interventi sul simulacro, atti a riportare allo stato originario, la Madonna della “Sciara”.

Scriverò in rosso, alcune mie personali considerazioni accanto al testo del documento ufficiale.

Collage di foto della Madonna “restaurata” @MascaluciaDOC-Giuseppe Reina

RELAZIONE

Tecnica di realizzazione: La statua è realizzata interamente in marmo scolpito ed è rifinita nelle superfici da decori in oro.

Epoca: XVI sec.

Autore: Ignoto (l’attribuzione al Gagini è solo teorica e priva di documentazione che ne attesti la paternità. Tuttavia la tecnica di scultura e la comparazione con opere similari soprattutto con il Gruppo dell’Annunziata, presente nello stesso Santuario, fa propendere per la tesi che Antonello Gagini o suo discepolo, ne fu l’autore)

Scuola: Bottega Siciliana

Dimensioni: altezza 1,93 (compreso il basamento)

Ubicazione: Chiesa Madonna della Sciara di Mompilieri

Restauri precedenti: Sono evidenti notevoli ed invasivi interventi di restauro precedenti.

chiara l’evidenza che il simulacro è stato oggetto di interventi successivi di modifica, stratificati in più colorazioni che nulla hanno a che vedere con il progetto e i colori originari)

Aspetto e colori originali della Madonna-@MascaluciaDOC-Giuseppe Reina

Stato di conservazione e tecnica di restauro: La statua si presenta totalmente ridipinta e indorata, con cromie e indorature assolutamente arbitrarie, lontane dalle finiture che in origine la decoravano. Questa, infatti, fino alla catastrofe che ne ha causato il danneggiamento, doveva apparire con le superfici lapidee a vista e solamente alcuni dettagli colorati, in linea con opere simili e coeve.

La scelta filologica presa, in accordo con la D.L. è stata quella di riportare alla luce le superfici originali, rimuovendo completamente le ridipinture e le aggiunte di colore successive. (scelta basata su evidenze visive e cognizioni storiche!)

Filtro blu applicato su immagine della Madonna restaurata che ne evidenzia la lucentezza del viso. @MascaluciaDoc-Giuseppe Reina

Preventivamente a qualsiasi intervento, sono state eseguite delle indagini diagnostiche e nello specifico una Termografia IR e una rilievo tramite Pacometro.

Queste indagini ci hanno fornito preziose informazioni sullo stato di fatto dell’opera. Pertanto grazie alle informazioni acquisite, si è proceduto con indagini dirette e invasive e per fare ciò abbiamo eseguito in più punti della statua delle finestrelle-spia, utilizzando tecniche e tempistiche di applicazione variabili in relazione al tipo di colore da andare a rimuovere (risultano essere di natura diversa).

Stabilita tecnica e tempistica, la pulitura è stata estesa a tutte le superfici alternando tecniche a solvente con tecniche meccaniche (bisturi e specilli dentistici) soprattutto per la rimozione di stuccature inidonee; facendo ciò sono tornate alla luce le antiche superfici marmoree oltre alle decorazioni a fondo ocra impreziosite da foglia d’oro zecchino.

Una volta eseguita la pulitura, si è preso atto delle reali condizioni della statua e le sue vicissitudini.

Appaiono evidenti quale siano le parti in marmo originali (più del 90% del manufatto) e quali siano le ricostruzioni realizzate a stucco che si limitano per lo più giuntare degli elementi in marmo separati ( in linea con ciò che ci avevano suggerito gli esami diagnostici). Si capisce quindi che la statua è stata estratta in diverse porzioni (la credenza popolare che la Madonna fu ritrovata intera viene quindi confutata dai fatti); tre principali che costituiscono il corpo della statua, più altri elementi periferici distaccati durante la rovinosa caduta.

Va detto però, che nel settecento, le maestranze che sono intervenute sulla ricostruzione della statua, hanno svolto un laborioso e meticoloso lavoro, recuperando anche il più piccolo frammento di marmo trovato e ricostruendo in maniera corretta tutte le parti mancanti.

Queste integrazioni, infatti, sono state eseguite a stucco e quindi con un materiale riconoscibile e in ogni caso reversibile, pertanto si è deciso di non asportarle; queste sono state solamente rifinite con l’esecuzione di nuove e limitate stuccature realizzate con calce e polvere di marmo.

Al fine di restituire una lettura uniforme e armoniosa al manufatto si è deciso di integrare cromaticamente le stuccature (bianche) con un tono di colore che imitasse quelle in marmo e per far ciò abbiamo utilizzato appositi colori a vernice applicati con la tecnica del rigatino e quindi visibile e reversibile; medesima metodologia è stata utilizzata per integrare i decori.

Restituita la giusta valenza estetica, tutte le superfici sono state trattate con cera microcristallina avente la duplice funzione di proteggere le superfici e restituire la giusta rifrazione della luce tipica dei manufatti in marmo.

19/03/2022

Il Direttore Tecnico

Giuseppe Calvagna della Calvagna Restauri

Direzione Lavori: Arch. Carmela Conticello

Rappresentante della soprintendenza : Roberta Carchiolo

Aspetto attuale della Madonna della “Sciara”-@MascaluciaDoc-Giuseppe Reina

Articolo realizzato da Giuseppe Reina

Editor Mascalucia DOC

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