Approfondimenti - Aprile 1, 2021

“Mio fratello, Silvestro Manenti…!

Il Parco Trinità-Manenti è una delle pochissime oasi verdi di Mascalucia, l’unica ad essere incastonata nel tessuto urbano del Paese. E’ facilissimo comprendere perchè è stato denominato Trinità, ricade in località Trinità, contrada storica di Mascalucia, annessa alla omonima chiesa. Più ostica e meno conosciuta, la denonimazione Manenti. Vi riveliamo subito l’arcano: Manenti è il […]
Di Giuseppe Reina

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Il Parco Trinità-Manenti è una delle pochissime oasi verdi di Mascalucia, l’unica ad essere incastonata nel tessuto urbano del Paese. E’ facilissimo comprendere perchè è stato denominato Trinità, ricade in località Trinità, contrada storica di Mascalucia, annessa alla omonima chiesa. Più ostica e meno conosciuta, la denonimazione Manenti. Vi riveliamo subito l’arcano: Manenti è il cognome di Silvestro Manenti, giovane architetto di Mascalucia. Vien da chiedersi: come mai il nome di Silvestro è indissolubilmente legato al nome del Parco Trinità? Ne abbiamo parlato a lungo con il fratello Giuseppe, il quale ha ripercorso insieme a noi, la breve vita di Silvestro, le sue aspirazioni, i suoi progetti.

Silvestro Manenti nasce nel 1954 ed è un ragazzino brillante. Spiccano sin da subito le sue doti creative, è sempre pieno di cose da fare e da sperimentare con cui piu’ di una volta stupisce i familiari. Colto, raffinato, ipersensibile, Silvestro si laurea ben presto in Architettura presso il Politecnico di Torino. Inizia a darsi da fare, ma il lavoro in Sicilia scarseggia, ed è mal pagato e le tanti doti professionali e le aspettative di Silvestro, subiscono una brusca battuta d’arresto. La Sicilia , a quei tempi, non era certamente il luogo adatto su cui costruire una brillante carriera.

Sarà proprio in questi anni che Silvestro stringe amicizie “mascaluciote” che segneranno in positivo la sua gioventù. A Mascalucia, in quegli anni , è molto attivo il gruppo giovanile della SGAS (acronimo di “siamo giovani a spasso”), il quale, tra il serio ed il faceto, è impegnatissimo a trasformare le goliardate giovanili in un vero e proprio progetto politico. Silvestro s’avvicina a questo mondo, unica via di scappatoia al tran-tran dormiente di una cittadina di provincia e ne rimane folgorato. E’ entusiasta del clima che si respira: sano divertimento, cultura, visioni prospettiche di un mondo nuovo, di quel mondo che verrà e che insieme vogliono ideare, costruire. Con Vito Guglielmino (che poi diventerà consigliere ed assessore comunale), Peppe Rapisarda, Pippo Caponnetto, Tino Torrisi e tanti altri, Silvestro diviene uno dei cardini del “nuovo che avanza” mascalucioto: è lui il grafico, la mente creativa, il fotografo di belle speranze, il sorriso perenne.

Si deve proprio a Silvestro l’ideazione e la realizzazione del simbolo grafico della SGAS con il quale i giovani mascalucioti ora diventati “abbastanza seri” si presentano in pompa magna alle elezioni comunali dell’epoca, ottenendo un lusinghiero risultato.

LOGO DELLA SGAS.

Ma il visionario Silvestro ha mille idee e mille progetti: approfittando degli studi fatti e facendo leva sul programma politico della Sgas che sostiene la vivibilità verde a discapito della sordida speculazione edilizia che sta devastando Mascalucia, progetta un “polmone verde”, una gemma d rara bellezza inserita proprio all’interno del Paese. Il progetto originario è maestoso, deve essere un luogo bellissimo: campi da tennis, mini-arena per spettacoli, e poi verde , tanto verde.

E’ l’apoteosi! Silvestro ne parla al gruppo , il progetto viene unanimemente approvato, si cercherà di portarlo in Comune, realizzarlo. E’ un sogno impossibile, un’utopia da lanciare contro i palazzinari e la bieca politica del tempo, ci proveranno con tutte le loro forze!

Ma il destino non vuole che gli occhi di Silvestro possano vedere, un giorno, la realizzazione pratica della sua mente geniale!

In una tragica sera di dicembre, il giorno di Santa Lucia del 1981, Silvestro si toglierà la vita lasciando parenti e amici in un profondo sconforto che il tempo non ha  mai  lenito.

Ma la sua visione futuristica non cesserà mai di vivere nei cuori e nelle menti dei compagni che, dopo battaglie indicibili, un giorno riusciranno a realizzare, magari non nelle dimensioni prospettate da Silvestro, il sogno di un bambino diventato grande, cresciuto in un piccolo paese alla falde dell’Etna che, un giorno, all’età di soli 27 anni, decise di andare via , forse in un Paradiso dove esistono tanti oasi verdi e dove progettare tanti nuovi sogni !

Silvestro Manenti

Ciao Silvestro!

Giuseppe Reina, editor MASCALUCIA DOC AC

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