Cultura - Gennaio 29, 2024

Peppa a cannunera e Mascalucia.

Leggendo il bellissimo libro scritto da Marinella Fiume, La bolgia delle eretiche, mi sono imbattuta nella figura di Peppa la cannoniera, eroina risorgimentale che ebbe un ruolo determinante nell’insurrezione scoppiata a Catania nel 1860, contro l’esercito borbonico. Peppa, conosciuta anche come Giuseppina da Barcellona, era cresciuta senza sapere chi fossero i suoi genitori. Ancora piccola […]
Di Giuseppe Reina

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Leggendo il bellissimo libro scritto da Marinella Fiume, La bolgia delle eretiche, mi sono imbattuta nella figura di Peppa la cannoniera, eroina risorgimentale che ebbe un ruolo determinante nell’insurrezione scoppiata a Catania nel 1860, contro l’esercito borbonico.

Peppa, conosciuta anche come Giuseppina da Barcellona, era cresciuta senza sapere chi fossero i suoi genitori. Ancora piccola venne mandata a Catania a lavorare come stalliera e poi, date le circostanze, si trovò coinvolta nell’insurrezione scoppiata a Catania nel mese di maggio una volta saputo dell’arrivo di Garibaldi in Sicilia.

“M’arriòrdu macari ca fu ppi chistu ca i nostri compagni catanisi si spustàru di Adernò a Mascalucia, unni sèppiru a nova ca Garibbaddi, di notti e notti, àva trasùtu a Palermu…”.

Peppa si unì alle squadre di Mascalucia, quando queste arrivarono a Catania, e fu qui che con coraggio usò per la prima volta un cannone, facendo strage di soldati borbonici. Peppa fu insignita di medaglia d’argento al valore, venne chiamata a far parte della Guardia Nazionale, con grado di caporale di artiglieria. Visse a Catania fino al 1876, fino a quando servì, poi venne abbandonata a se stessa e decise di trasferirsi a Messina dove visse il resto della sua vita, in povertà e malata. Morì all’ospedale dei poveri nel 1900.

Daniela Tania Linguanti

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