Cosa era l’ARCA a Mascalucia: cronaca di un risveglio culturale
Immaginate un momento in cui il futuro sembrava finalmente a portata di mano, ma il passato rifiutava di andarsene senza un ultimo fragore. Il 1991 non è stato un anno come gli altri; è stato il crepaccio temporale in cui il Novecento ha esalato l’ultimo respiro e la nostra era si preparava al primo vagito.
Mentre nelle camerette degli adolescenti il suono pulito del pop anni ’80 veniva spazzato via dalle chitarre sporche di Nevermind dei Nirvana, fuori dalle finestre la geografia del pianeta si sgretolava: la bandiera rossa veniva ammainata dal Cremlino e le immagini della Guerra del Golfo entravano nelle case in diretta globale, trasformando il conflitto in uno spettacolo televisivo. Era un’Italia ancora analogica — ci si cercava con i gettoni e ci si affidava alle mappe di carta — ma il primo sito web della storia faceva capolino al CERN. In questo scenario di transizione elettrica ha inizio la nostra storia.
La genesi in Via Etnea
In una fredda serata del tardo inverno 1990, alcune figure attraversavano in ordine sparso la via Etnea di Mascalucia. Sparivano rapidamente all’interno dell’agenzia di assicurazioni di Sebastiano Dovilla, la cui porta si apriva al bussare di ogni nuovo arrivato per richiudersi subito dopo. Un osservatore esterno avrebbe potuto pensare a una riunione politica segreta; in realtà, stava nascendo qualcosa che avrebbe scosso la coscienza culturale del paese per tutto l’ultimo decennio del secolo.
Un gruppo di cittadini, stanchi di assistere al degrado sociale e allo scempio del territorio — una cementificazione sistematica che stava cancellando i rigogliosi vigneti e agrumeti tipici del paesaggio etneo — decise di reagire. Nacque così l’A.R.C.A. (Associazione di Ricerca Culturale e Ambientale), una libera associazione no-profit nata per stimolare un risveglio civile attraverso l’arte e l’impegno umanistico.
I soci fondatori, oltre a furono: Sebastiano Dovilla, Nunzio Di Grazia, Angelo Piccione, Matteo Viscuso (oggi purtroppo tutti scomparsi), Litterio Consoli, Carmelo Signorello, Arcangelo Signorello, Vito Giuffrida, Orazio Viscuso, Filippo Bonvegna, e il primo presidente Salvatore Parasole.
La prima sede fu istituita in Corso Michelangelo.
L’esplosione dell’arte: dai vicoli alla Villa Comunale
Dopo un rapido avvio, l’ARCA inaugurò nel luglio del ’91 la sua “1^Estemporanea d’Arte”, recuperando l’antica tradizione mascaluciese dei Baroni Rapisardi. Gli organizzatori restarono quasi increduli quando, al mattino, si presentarono circa cinquanta artisti per la timbratura delle tele.
Per un’intera giornata, Mascalucia si trasformò in un atelier a cielo aperto: pittori e neofiti affollarono vicoli e piazze, trasferendo sulle tele gli scorci più suggestivi del centro storico. La sera, la premiazione nella Villa Comunale attirò una folla inaspettata, motivando i soci e portando le iscrizioni a crescere a vista d’occhio. Ancora oggi, molte di quelle opere sono esposte negli uffici comunali, parte integrante del patrimonio dell’Ente.
Pochi mesi dopo, ad ottobre, nacque la “Fiera dell’arte” in Piazza Umberto. Una mostra collettiva di pittori, che si ripetè a cadenza mensile per un anno, in concomitanza con la famosa Fiera dell’antiquariato del Sud.
Un momento iconico per l’associazione fu la visita del Maestro Franco Battiato, che non solo visitò la manifestazione ma accettò con entusiasmo la presidenza onoraria dell’ARCA.
Un impegno a 360 gradi: dalla legalità a Chernobyl
Quei primi successi spinsero l’associazione a continuare diversificando le iniziative nei più svariati campi socio-culturali e umanistici. E’ naturalmente impossibile descriverli qui tutti ma è doveroso riassumere quelli, a parere dello scrivente, più importanti:
in campo socio-culturale, come “ARCA per… la vita!”, un meeting con i gruppi di volontariato per i disabili, con dimostrazioni sulle piu’ recenti soluzioni tecnologiche in ausilio dei portatori di handicap; o come “Per non dimenticare…”, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci. Nel ’94 e nel ’95, proprio su iniziativa dell’ARCA, il Comune di Mascalucia (CT), allora amministrato da una terna prefettizia in quanto precedentemente sciolto per mafia, ha intitolato tre piazze cittadine a vittime emblematiche della lotta alla mafia: Falcone e Borsellino, Giuseppe Fava, Rosario Livatino;
sui temi di ecologia e ambiente, come lo “Show del bastardino”, sfilata di cani non di razza atta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema del randagismo; o come le mostre foto-documentaristiche su “Degrado paesaggistico, ambientale e monumentale … proposte di tutela e di recupero”, che hanno riscosso un notevole successo, specialmente tra gli studenti locali, accorsi numerosi a visitarla; o, ancora, come il progetto “Oasi di Mompileri” finalizzato alla istituzione di un’area protetta per la salvaguardia ed il recupero della zona di Mompileri, antica e florida localita’ in territorio di Mascalucia, completamente distrutta dalla lava del 1669 che, allora, risparmio’ soltanto una statua della Madonna, ritrovata dopo alcuni anni intatta sotto la roccia, ed ancora oggi venerata nel relativo Santuario (grazie a tale iniziativa, la previsione di un parco nella zona di Mompileri venne inclusa nel P.R.G. di Mascalucia adottato nel ’95, ma mai realizzato)
Dal 1993, inoltre, l’ARCA e’ stata particolarmente impegnata nell’organizzare iniziative in favore dei “bambini di Chernobyl”, come venivano allora appellati quei bambini reduci o succedanei al terribile disastro nucleare che nell’aprile dell’86 sconvolse vasti territori, con conseguenze sempre visibili ed attuali. Per loro sono stati approntati, a Mascalucia attraverso l’impegno dell’A.R.C.A., diversi periodi di ospitalita’ presso famiglie, e missioni umanitarie in Ucraina, grazie alle quali sono stati conferiti vestiti, medicinali e attrezzature ospedaliere. Inoltre sono state organizzate alcune iniziative collaterali, come, ad esempio, “Campane di Chernobyl”, omaggio al pittore ucraino Peter Yemetz ed alla sua pittura, nata dagli accadimenti terribili di Chernobyl, e, soprattutto, la “Settimana Antinucleare”, realizzata in occasione del 10° anniversario del disastro di Chernobyl (26 aprile ’96), con la partecipazione di una delegazione di Autorita’ Governative ed Esponenti Culturali della Repubblica Ucraina, e dei Rappresentanti Diplomatici Ucraini in Italia.
In campo artistico-letterario, la pubblicazione del libro di poesie e riflessioni di Arcangelo Signorello“Come un bambu’…” , e le tournee’ dei Complessi Folcloristici di Bambini Ucraini LYUBISTOK e KALYNON’KA e del SUMMER CIRCUS VARIETY.
L’eredità dei “Volontari per la Cultura”
Come ogni grande stagione umana, anche l’esperienza dell’ARCA andò incontro a un declino nei primi anni 2000. La scomparsa prematura di alcuni soci fondatori e le difficoltà finanziarie portarono alla chiusura delle attività.
Tuttavia, lo spirito di quegli anni non è svanito. Oggi, tra i ricordi di chi ha vissuto quell’epoca, resta un segno tangibile nella toponomastica cittadina: una piccola strada denominata Via dell’Arca. Un nome che continua a onorare la memoria di quegli uomini che furono, a tutti gli effetti, “Volontari per la Cultura” di Mascalucia.
Mascalucia 15/04/2026
Orazio Viscuso
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