Storie di Mascalucia - Marzo 22, 2024

Storie di Mascalucia : Don Santo, ‘u vavveri.

Alcune foto che sono arrivate sul mio numero WhatsApp, mi offrono l’occasione per raccontare, in poche righe, la straordinarietà di un personaggio, notissimo a Mascalucia, all’epoca in cui esercitava la professione di barbiere. La saletta di due sedie era allocata proprio accanto all’attuale Auditorim e confinante con la piccola bottega di “Ianitto de bomboli”. All’epoca, […]
Di Giuseppe Reina

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Alcune foto che sono arrivate sul mio numero WhatsApp, mi offrono l’occasione per raccontare, in poche righe, la straordinarietà di un personaggio, notissimo a Mascalucia, all’epoca in cui esercitava la professione di barbiere.

La saletta di due sedie era allocata proprio accanto all’attuale Auditorim e confinante con la piccola bottega di “Ianitto de bomboli”. All’epoca, quel crocevia veniva denominato “i quattru canti”.

Mi vedo bambino con i pantaloncini corti seduto, con apposito cuscino, su una delle due grandi sedie di ferro che, ai miei occhi ingenui, sembravano più una giostra piuttosto che uno strumento di lavoro.

Papà mi portava lì a tagliare i tanti riccioli neri, da Don Santo, anzi Don Santo Caruso, l’uomo con i baffetti.

Era un signore distinto, ben educato, profumava di buono e di una gentilezza d’altri tempi.

Don Santo Caruso, nato il 21/02/1915, defunto il 10/08/2011

Ma come in tutte le sale da barbiere, da Don Santo si riunivano anche amici e sfaccendati paesani e spesso nascevano accese discussioni politiche tra i clienti, equamente divisi tra comunisti e democristiani. Era l’occasione ghiotta per trasformare una modesta sala da barbiere in uno straordinario palcoscenico teatrale.

Non sarei affatto sorpreso se scoprissi che Roberto Benigni, nel suo “Johnny Stecchino”, nella famosa scena dal barbiere con un immenso Carlo Mangiù nelle vesti del gestore, abbia preso spunto dalle recite a soggetto che si svolgevano da Don Santo.

Perché era proprio quella una delle situazioni che si venivano a creare.

Ma da Don Santo, oltre al taglio e… cuci politico, non era raro anche immergersi in un’atmosfera soft e ascoltare della buona musica classica, a volume rigorosamente basso, per rispetto dei clienti.

Curiosità: Don Santo, negli anni 50 e 60, teneva la contabilità del Cinema Moderno di Mascalucia.

Altri tempi, altra gente, altra raffinatezza.

L’attività di barbiere alla “moda” di Don Santo durò ben 41 anni, dal 1945 fino al 1986, anno della definitiva chiusura.

Don Santo ci ha lasciati nel 2011.

Oggi esercita per Santi e Beati che, talvolta (pure loro!), hanno la polemica “facile”.

Giuseppe Reina, Editor Mascalucia DOC

Ringrazio Alfio Longo e Maria Caruso per la gentile documentazione messami a disposizione.

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