Storie di Mascalucia - Ottobre 11, 2021

Storie di Mascalucia : Maria Coppola

Al Circolo Kennedy, Padre Nicola aveva avviato con i promettenti ragazzi della Parrocchia, una bella attività teatrale. Si era costituita una compagnia composta da tanti giovanissimi, avevamo come regista un ottimo e navigato attore teatrale catanese, Filippo Minacapilli, e ci dilettavamo a sfornare commedie su commedie con grande successo. Da quell’esperienza significativa, iniziarono le belle […]
Di Giuseppe Reina

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Al Circolo Kennedy, Padre Nicola aveva avviato con i promettenti ragazzi della Parrocchia, una bella attività teatrale.

Si era costituita una compagnia composta da tanti giovanissimi, avevamo come regista un ottimo e navigato attore teatrale catanese, Filippo Minacapilli, e ci dilettavamo a sfornare commedie su commedie con grande successo.

Da quell’esperienza significativa, iniziarono le belle carriere artistiche di Mariella Marchese e Santo Santonocito, oggi affermato volto teatrale e televisivo.

Conobbi Maria Coppola, proprio in occasione della preparazione di una di queste commediole. A quel tempo preparavamo “Annata ricca, massaru cuntentu”, una bella elegia sulla vita agreste e sulla vendemmia in Sicilia con danze, canti, cori e tanta musica. Molti ruoli era coperti soprattutto quelli maschili. Per i ruoli femminili, serviva una bella voce, una che sapesse cantare, che avesse presenza scenica.

Non ricordo come fu, ma una sera alle prove , trovai Maria che parlava con il nostro regista. Filippo mi chiamò da parte perché vedeva in me un valido ausilio alla regia, mi presentò Maria e mi disse che lei era adattissima per il ruolo che cercavamo. “Ok”, risposi. Mi metto in buca da suggeritore ed aspetto l’entrata di Maria che doveva, in quel frangente, cantare un brano molto malinconico che ben conosceva.

Maria all’epoca, era una donna molto bella, una che si faceva guardare. Aveva un quid di carismatico e anche il suo incedere sembrava regale, da modella navigata. Vestiva in maniera molto ricercata. Certamente una donna diversa dalle altre.

Quando entrò, come una consumata attrice, si pose al centro del palcoscenico, prese fiato e cantò meravigliosamente. Non ebbi il tempo di suggerirle nessuna strofa. Ricordo che, mentre lei cantava, incrociai il volto di Filippo che guardandomi allargò un grande sorriso e mi fece l’occhiolino. Quando finì di cantare, un applauso spontaneo di tutta la compagnia ruppe l’assordante attenzione con cui avevamo seguito l’esibizione. Maria imbarazzata e con gli occhi lucidi, ringraziò tutti ed uscì di scena.

La commedia ebbe un enorme successo, anche grazie a lei. Dopo non la vidi più. Seppi che lavorava al Comune e talvolta incrociandola ci salutavamo. Quando è andata via per un male incurabile, ho pensato subito a “quella” canzone, a quella voce ed a quegli occhi tristi ma profondi.

Grazie Maria!

Giuseppe Reina-Editor Mascalucia DOC AC

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