Capitolo 8:Lo Zio…! Vacci liscìu. Storie di “carte” quando la DC a Mascalucia si chiamava “a sucità” di GR.

Zio Antonio e zia Carmela erano due persone veramente speciali,simpaticissime,gradevoli. Si erano sposati in tarda età e, proprio per questo motivo, Dio non gli aveva fatto “dono” di figli.  Si capiva che ciò era un loro cruccio. Enorme. Questo naturale bisogno di offrire affetto ed amore che non trovava sbocchi all’interno del nucleo familiare, lo riversavano sui nipoti.
Ecco, uno di questi nipoti ERO, anzi sono IO. Ed ero l’oggetto spasmodico delle loro affettuosissime attenzioni.Ricambiate,ovviamente.
Entrambi avevano un hobby al quale

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Capitolo 7:”Suor Sebastiana e…le altre” (prima parte) di GR

In Via Chillei (rigorosamente II° = seconda),esiste ancora l’Orfanotrofio delle Suore  Cappuccine del Sacro Cuore, “ u cullegiu” per gli amanti del dialetto. A molti, l’anonimo portone di ferro colorato in marrone che introduce al cortile di quello che fu l’asilo e la scuola elementare di molti mascalucioti non dice proprio nulla, ad altri dice invece moltissimo, perché all’interno di quelle mura, molti di noi hanno vissuto i primi  ed i più belli anni della loro infanzia. Se oggi provate ad entrare dentro, vi renderete subito conto di come sia notevolmente cambiato l’aspetto architettonico. In effetti, chi ci ha vissuto, ricorda benissimo che c’era l’ampio cortile d’ingresso a destra, mentre a sinistra al posto del fabbricato in cui furono successivamente ubicate le classi delle elementari, c’era un terreno di alberi d’arancio, da cui le suore attingevano spesso durante la ricreazione, per distribuire i frutti sbucciati riposti  in grandi secchielli di latta, ai bambini che ne facevano incetta. Che poesia!

Gli aneddoti legati all’ istituto sono

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Capitolo 6:”Tarisinu…e company” di GR

La storia “dolciaria” della Mascalucia di qualche tempo fa, prima dell’avvento dei grandi bar commerciali odierni, era affidata a 3, massimo 4 bottegai tutti con ubicazione Via Etnea. Se ben ricordate, procedendo su Via Etnea, all’altezza di Vico Lombardo, c’era il bar Torrisi. Diciamocela francamente, come bar non era stato mai un granché in quanto era vecchiotto, “scurusu” e male arredato con clientela poca e poco affezionata.. Aveva però una vetrina su Via Etnea, in cui da bambini ci soffermavamo a guardare i dolciumi pasquali e natalizi che sovente, venivano qui esposti. Anche in questo caso, la vetrina non era né attraente per gli avventori, né sistemata in maniera tale che, come si dice in questi casi, venisse l’acquolina in bocca, ma tant’è..,perlomeno era una forma di primitiva pubblicità .

Il pezzo forte del bar Torrisi era

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Capitolo 5: “Stop alle litanie in Chiesa, facciamo Rock…!” di GR

Un bell’aneddoto che dimostra quanto Patri Nicola “sentisse benevolmente” la competizione con la Matrice e che ci racconta la sua estrema forza innovatrice, ci è stato raccontato da una mascaluciota DOC, testimone oculare di quanto accaduto: “Mentre facevo le prove della mia Prima Comunione con Padre Nicola nelle vesti di “motivatore”,ad un certo punto egli si rivolge ai ragazzi più grandi, quelli che suonavano, in strettissimo dialetto siciliano. Il succo del discorso era un coro che OK, accompagnasse la Messa ma,

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Capitolo 4: “Doc,fish and johnny & e le ALTRE” di GR.

Premessa: ad iniziare da questo capitolo, tutti i nomi delle persone di cui parleremo, saranno sostituiti da Nick (=soprannomi di fantasia) utili per dare qualche indicazione sul loro riconoscimento, ma che sono solo uno stratagemma che  lo scrivente utilizza per non riscrivere all’infinito, nomi e cognomi . Sarà divertente, vedrete! I primi 3 da identificare li trovate già nel titolo.

Un anno imprecisato, inizi anni ‘70. Di fronte la sagrestia della Parrocchia, c’è un chiacchiericcio di giovani, talora rotto da risate e da qualche voce un po’ più grossa ed altisonante delle altre. Sono i primi ragazzi, diciamo la prima generazione di ragazzi della Parrocchia di cui ho memoria. E’ un gruppo eterogeneo, uomini e donne, età approssimativa intorno ai 13/14 anni, ridono di gusto e con quella giusta leggerezza giovanile che ti fa ridere, solo perché

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Capitolo 3: Il “Circolo Bob Kennedy” di GR

Pochi conoscono la genesi del Circolo “Bob Kennedy”. Neanch’io a dire il vero, ma pochissimi forse conoscono il fatto che il Circolo era stato progettato senza le due porte che danno sul Corso san Vito. Infatti l’ingegnere a cui fu era stato affidato il progetto di costruzione del circolo, che dapprima doveva essere adibito a casa parrocchiale per poi trasformarsi  in luogo di aggregazione giovanile, dimenticò di disegnare nel progetto che fu poi approvato, entrambe le porte d’entrata.

Il “Don” di solito attento a questi particolari, ne venne a conoscenza solo a carte fatte e si rabbuiò non poco. Come caspita può esistere un luogo di comunità senza le porte da cui entrare? In effetti, la realtà era

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Capitolo 2: “Il campetto” di GR

Ricordo benissimo la prima volta che entrai in Parrocchia, perché la cosa fu piuttosto insolita. Adiacente alla Chiesa, proprio attaccato alla sagrestia, con cui comunicava attraverso una gran porta di legno, c’era un campetto di calcio in terra battuta con di fronte tre gradoni di cemento ed una piccola porticina che dava sul Corso san Vito.

Attirato proprio dal gran vociare e dal rumore delle scarpe che tiravano calci, entrai proprio da quest’ apertura secondaria e mi sedetti sui gradoni. Era un pomeriggio inoltrato, ero solo ed avevo ancora i calzoni corti propri dell’adolescenza e di un’estate che stava iniziandole gambe veramente esili, non più di 6/7 anni.Non ricordo bene il motivo per cui passavo da lì, ma la

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Capitolo 1: “Patri Nicola” di GR.

“Patri Nicola” non era soltanto un semplice sacerdote di paese. Era molto di più. E soprattutto era avanti, molto avanti. Proiettato oltre quegli anni ’50/’60 che erano stati testimoni del suo insediamento come parroco di Mascalucia, una realtà paesana non molto dissimile da quel Mezzogiorno ancora sgangherato dal dopoguerra e lontano dai bagliori di quel boom economico che si respirava in altre parti d’Italia.

Ma la sua mente era nuova ,moderna, aperta ai giovani ed a favore dei giovani. Aveva le idee chiare, i suoi progetti erano visionari, costosi, inarrivabili, ma lui li perseguiva lo stesso, dicendo che

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