MASCALUCIA – In una splendida giornata di sole, domenica 31 maggio 2026, coincisa con la festività religiosa della Santissima Trinità, la storica Chiesa della SS. Trinità ha vissuto uno dei momenti più significativi degli ultimi decenni: l’inaugurazione delle nuove tele dedicate a San Michele Arcangelo e alla Madonna del Lume, realizzate per restituire alla comunità due opere che furono trafugate molti anni fa e mai più ritrovate.


L’evento, partecipato e sentito, ha richiamato numerosi fedeli, appassionati d’arte e cittadini desiderosi di assistere a una giornata destinata a entrare nella memoria collettiva di Mascalucia. Presenti il Prefetto della Congregazione della SS. Trinità, dott. Giovanni La Piana, i membri della Congregazione, il Vice Sindaco di Mascalucia Daniela Oliveri, la Presidente di Mascalucia Doc Francesca Calì, il Vice Presidente Giuseppe Reina e numerose autorità civili e religiose. Nel suo intervento, il dott. Giovanni La Piana ha sottolineato il profondo significato dell’iniziativa per la Congregazione e per l’intera comunità mascaluciese, evidenziando come il ritorno di queste immagini sacre rappresenti un segno concreto di continuità con la storia e la tradizione religiosa del territorio. La cerimonia ha avuto inizio con la scopertura ufficiale delle opere, accolte con emozione e partecipazione dai presenti. Le tele sono state realizzate dall’artista Simona Impellizzeri, che ha saputo reinterpretare con grande sensibilità spirituale e rigore artistico le immagini originarie, ricostruite sulla base delle foto presenti nel testo “Per la storia di Mascalucia-Nuove ricerche d’archivio (sec. XVII-XIX) del Dott. Domenico Aiello.
La Chiesa della SS. Trinità, risalente al XVII secolo, domina da secoli il centro abitato dall’alto della collina che un tempo era ricoperta dai boschi di cui oggi rimane testimonianza nel vicino Parco Trinità Manenti. Un luogo carico di storia, le cui radici affondano addirittura nell’epoca romana, come dimostrano i numerosi ritrovamenti archeologici rinvenuti nell’area. Le prime menzioni documentarie della chiesa risalgono a un “rivelo” del 1668, mentre la Congregazione della SS. Trinità fu costituita ufficialmente il 4 giugno 1732 con il compito di promuovere il culto della Santissima Trinità e di custodire importanti tradizioni religiose ancora oggi vive nella comunità. Simbolo della Congregazione è la Croce di Malta, testimonianza dell’antico legame con l’Ordine dei Cavalieri che ebbe una presenza significativa nella storia locale.
Nel corso dei secoli, la chiesa ha custodito un prezioso patrimonio artistico e devozionale. Tra questi spiccavano proprio le due tele della Madonna del Lume e di San Michele Arcangelo, opere di autore sconosciuto che occupavano gli altari laterali della navata e che vennero trafugate alcuni decenni fa, lasciando un vuoto profondo nella memoria dei fedeli.













Particolarmente toccanti sono state le parole dell’artista Simona Impellizzeri, che ha raccontato il percorso creativo e spirituale che l’ha accompagnata nella realizzazione delle nuove opere:
“Realizzare queste opere per la Chiesa della Trinità ha rappresentato per me un’esperienza di profonda intensità spirituale ed artistica. Attraverso queste tele ho desiderato offrire ai fedeli non soltanto immagini sacre ma occasioni di meditazione e di incontro interiore con il Mistero della Fede.”
L’artista ha poi spiegato il significato simbolico delle due raffigurazioni. Nella Madonna del Lume ha voluto esprimere il mistero del Puer Senex, rappresentando un Bambino dai tratti maturi e consapevoli, simbolo della duplice natura di Cristo. Nell’icona di San Michele Arcangelo, invece, ha scelto di raffigurare la vittoria della luce sulle tenebre, proponendo l’Arcangelo non solo come guerriero ma come presenza luminosa, segno di protezione, forza e speranza.
Dopo l’inaugurazione delle opere, la comunità si è raccolta per la celebrazione eucaristica presieduta da Don Nicola Coco, che ha ulteriormente impreziosito una giornata caratterizzata da profonda partecipazione e intensa spiritualità.

L’iniziativa ha rappresentato non soltanto il recupero di due importanti simboli religiosi, ma anche un autentico gesto di tutela della memoria storica e culturale di Mascalucia. Grazie all’impegno della Congregazione della SS. Trinità e alla collaborazione di realtà associative come Mascalucia Doc, la comunità ha potuto riscoprire una parte preziosa della propria identità.
Le nuove tele tornano oggi a occupare il loro posto all’interno della chiesa, restituendo ai fedeli e ai visitatori la bellezza di immagini che per generazioni hanno accompagnato la vita spirituale del paese. Un ritorno alla luce che guarda al passato con gratitudine e al futuro con rinnovata speranza.
Foto di Giuseppe Reina ed Elena Padalino