Dopo molti anni di silenzio e abbandono, la chiesa del Santissimo Crocifisso ai Maretti di Mascalucia torna finalmente ad aprire le sue porte ai fedeli e alla comunità. La riapertura avverrà in un momento particolarmente significativo: il Venerdì Santo del 2026, restituendo così alla tradizione locale uno dei suoi luoghi più simbolici proprio nel giorno più intenso della spiritualità cristiana.
Questo importante traguardo è stato reso possibile grazie all’impegno e alla determinazione di un gruppo di volontari mascaluciesi che hanno lavorato instancabilmente per riportare alla luce questa antica chiesetta. Il loro intervento ha permesso non solo il recupero materiale dell’edificio ma anche la riscoperta della sua identità storica e spirituale.
L’edificio, infatti, era originariamente dedicato ai santi apostoli Filippo e Giacomo, come testimonia l’iscrizione incisa nel rivestimento lavico angolare destro del prospetto: “Ecclesia SS. Phi et Iacobi”. Un dettaglio che riporta alla memoria le radici più antiche di questo luogo sacro, situato nel quartiere Maretti di Mascalucia, un tempo noto come quartiere dei Marletti.
La storia della chiesa è profondamente intrecciata con le vicende del territorio. Il quartiere fu in parte sepolto dalla colata lavica del 1669 ma fu il terremoto del 1693 a sconvolgere definitivamente l’area, causando gravi danni anche alla chiesetta. Dopo questi eventi, la zona venne progressivamente abbandonata, per poi essere nuovamente abitata soltanto nell’ultimo secolo, con l’espansione urbana del territorio.
Con il passare del tempo e l’abbandono, la chiesa perse la sua originaria denominazione, diventando nota come chiesa del Santissimo Crocifisso ai Maretti, una trasformazione del nome antico del quartiere. Sul prospetto dell’edificio si leggono ancora oggi alcune testimonianze del suo passato: la data 1619, preceduta da una piccola croce; il 1759, inciso sotto la croce lavica che sovrasta l’ingresso e riferito probabilmente alla realizzazione del portale; e infine un 1925, graffito sul muretto costruito per chiudere una finestra laterale.
All’interno della chiesa si conservava un tempo una tela, commissionata nel 1773, raffigurante i volti dei due santi titolari, segno della devozione che per secoli ha animato questo luogo.
Nonostante il lungo periodo di chiusura, la chiesetta non è mai uscita dal cuore della comunità. Ancora oggi, infatti, è tradizione che durante il Venerdì Santo la Via Crucis si concluda proprio davanti a questo edificio. Per molti anni i fedeli si sono fermati all’esterno, ma quest’anno, per la prima volta dopo tanto tempo, sarà possibile vivere l’ultima stazione all’interno della chiesa.
Un ritorno atteso, carico di emozione e significato, che restituisce a Mascalucia non solo un edificio storico, ma un autentico simbolo di memoria, fede e identità collettiva.
Una nostra tradizione storica torna finalmente a rivivere!
MASCALUCIA DOC ETS











