Approfondimenti - Ottobre 9, 2020

Carlo Acutis, la beatificazione di un quindicenne

Era il 15 febbraio 2013 quando ebbe inizio il processo di beatificazione di questo ragazzo prodigio morto nel 2006 per una leucemia fulminante che lo strappò alla famiglia in soli tre giorni. Oggi 10 ottobre 2020 si compirà, finalmente, il rito presso la Basilica Superiore di San Francesco D’Assisi. Ma chi era Carlo Acutis? E […]
Di Francesca Calí

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Era il 15 febbraio 2013 quando ebbe inizio il processo di beatificazione di questo ragazzo prodigio morto nel 2006 per una leucemia fulminante che lo strappò alla famiglia in soli tre giorni. Oggi 10 ottobre 2020 si compirà, finalmente, il rito presso la Basilica Superiore di San Francesco D’Assisi.

Ma chi era Carlo Acutis? E perchè si sta parlando così tanto di lui in questi giorni?

Carlo nacque a Londra il 3 maggio 1991 ma trascorse la sua vita a Milano. Il padre, Andrea, è un benestante magnate delle assicurazioni (Vittoria Assicurazioni) ma nonostante l’alta posizione sociale, condusse una vita umile, dedita ad aiutare gli altri, sulle orme di San Francesco. Carlo visse la sua infanzia in parrocchia, tanto da prendere la Prima Comunione, con un permesso speciale, a soli sette anni; amava chiamare l’Eucarestia “LA MIA AUTOSTRADA PER IL CIELO”. Partecipava quotidianamente alle messe e al Santo Rosario e non mancava di essere brillante al liceo classico dei Gesuiti dell’Ist. Leone XIII. La sua più grande passione, dopo la fede in Cristo, fu l’informatica verso la quale dimostrava una grande predisposizione ed attitudine. Fu così che decise di unire entrambe le sue passioni creando per la prima volta al mondo dei siti internet che parlavano di fede, digitalizzando le comunità che frequentava. Organizzò una mostra sui miracoli eucaristici che girò e continua a girare per le parrocchie di tutto il mondo. Ne è disponibile, perfino, una versione online. All’epoca, Internet era ancora agli albori e per questo oggi Carlo è stato denominato il “PATRONO DI INTERNET”. La sua missione fu evangelizzare i giovani attraverso lo strumento che più usavano: la rete. Forse oggi, avrebbe usato Facebook o Instagram per lo stesso scopo ed invece è salito al cielo per una missione ancora più grande: l’Intercessione.

La sua morte, il 12 ottobre 2006, a soli quindici anni, sconvolse l’Italia intera. Il giovane capì subito che non sarebbe sopravvissuto ed offrì il suo dolore per il Papa e per la Chiesa. Venne seppellito, per sua richiesta, nel cimitero di Assisi, dove ci rimase fino al 2019 quando il suo corpo viene traslato nel Santuario della Spogliazione all’interno di un monumento funebre bianco, il suo corpo subì un processo di imbalsamazione per la sua conservazione e successiva esposizione al pubblico che viene a pregare sul luogo.

Dopo la sua morte, centinaia di siti e blog hanno iniziato a parlare di lui, dei processi di conversione a lui legati e ai miracoli che accadono per sua intercessione. Tutto questo materiale è stato raccolto dalla Santa Sede durante il processo per la beatificazione. Su Carlo è stato prodotto il film “Segni” e la sua biografia è contenuta nel sito web del Sinodo dei Vescovi nella sezione dedicata ai giovani testimoni della fede.

Nel 2016, il cardinale Angelo Scola chiuse il processo di beatificazione e nel 2018, Papa Francesco, dichiara Carlo venerabile.

La sua frase più celebre che spesso viene usata nelle catechesi fu “tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie”.

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