

Se la “Monique” della Sgas avesse un volto, ci piacerebbe immaginarlo come quello della Monika di questa copertina. No, non è la nostra Monique, è solo Monika. Eppure, per un curioso gioco di assonanze, sembra che tutto ciò che ruoti attorno alle varie Monica, Monika o Monique finisca, in un modo o nell’altro, per avere a che fare con la “Sgas”.
All’interno dello stesso settimanale Epoca, il n.1863 del 20 giugno 1986 campeggia su doppia facciata, un articolo dal titolo “Siamo seri! Votate sgasati” di Maurizio Marchesi.
Pensiamo sia un’ulteriore conferma, qualora ce ne fosse ancora bisogno, di come il movimento goliardico nato dalla piazze e dalle panchine di Mascalucia ebbe, all’ “EPOCA”, una rilevanza tale da attirare l’interesse di periodici a diffusione nazionale.
Ma avanti per ordine.
Epoca è stato un settimanale edito dalla Arnoldo Mondadori Editore, pubblicato dal 1950 fino al 1997.
Cessate le pubblicazioni regolari, esce in formato monografico aperiodico con numeri da collezione.
Ideato sul modello dei periodici statunitensi illustrati, come il settimanale Life, è stato lanciato a Milano il 14 ottobre 1950. La testata recava come sottotitolo: «Settimanale politico di grande informazione».
Fra i settimanali italiani si distinse subito per l’impostazione grafica: stampa in rotocalco su carta lucida e ampio ricorso ai servizi fotografici (molti in esclusiva), oltre a un sapiente uso del colore.
Ma la nostra attenzione, oltre al contenuto “mascalucioto” dell’articolo, è stata catturata dalla firma a nome di Maurizio Marchesi, un notissimo giornalista, capo della redazione romana di Bresciaoggi fino al 1983, collaboratore de L’Espresso diretto da Livio Zanetti, redattore parlamentare e capo del servizio politico del settimanale Arnoldo Mondadori Editore, Epoca sino all’inizio del 1997.
Collaborò con Maurizio Costanzo al lancio del primo telegiornale, Contatto, trasmesso su scala nazionale da una rete privata (PIN – Primarete Indipendente), e con Carlo Gregoretti, Enzo Biagi, Enzo Tortora e Pippo Baudo ai programmi originali di Retequattro. Fu editorialista de L’Indipendente diretto da Vittorio Feltri e de Il Giornale diretto da Maurizio Belpietro. Insomma, un grosso nome del giornalismo italiano.
Morì a Roma, improvvisamente, la mattina del 20 dicembre 2010, all’età di 63 anni, stroncato da un infarto.

Ma vogliamo dare corpo e memoria a quanto scritto su Epoca, riportando fedelmente il testo integrale che, magari, risulta difficile da leggere sulle foto per motivi di risoluzione.
Eccone il testo integrale, ma inerente solo la parte che riguarda la Sgas:
Quando erano ragazzi, si definivano “giovani a spasso”. Adesso, ormai trentenni, la sigla del loro gruppo è cambiata: «Siamo giovani abbastanza seri». Con questa sigla sono scesi in lizza in Sicilia, candidandosi, con una loro lista, al consiglio regionale che sarà rinnovato il 22 giugno. L’attenzione su di loro è stata richiamata da Elda Pucci, ex sindaco di Palermo, in una lettera al Giornale: «Merita una citazione sorridente la lista Sgas (Siamo giovani abbastanza seri) perché l’affermazione “abbastanza seri” è l’ unica nota sincera di questa campagna elettorale».
Sono tutti giovani di Mascalucia, un grosso centro alle falde dell’Etna, dieci chilometri da Catania. Si conoscono da quando erano bambini. Insieme hanno vissuto le trasformazioni subite dal loro paese, un punto di osservazione emblematico del degrado che ha subito l’intera regione.
Racconta il loro animatore, Vito Guglielmino, consulente tributario, 32 anni: «Il nostro paese in quindici anni ha cambiato radicalmente pelle. Da 3500 abitanti, la popolazione residente è salita a 18 mila. Il centro storico è stato snaturato dall’assedio di palazzoni di cemento costruiti dove prima c’erano vigneti. Sulle strade in pietra lavica sono state versate colate di cemento. Le attività artigianali sono scomparse. Non sono state sviluppate iniziative produttive moderne ,dilaga il terziario e con il terziario, il clientelismo: per avere un posto di lavoro, bisogna assicurare molti voti ai boss dei partiti”.
I «giovani abbastanza seri» di Mascalucia hanno denunciato con martellante ironia le trasformazioni che hanno snaturato l’ambiente nel quale sono cresciuti. Avanzando, a volte, proposte provocatorie.
Manca un piano regolatore, non c’è freno all’abusivismo?
«E noi suggeriamo di elevare in onore del sindaco un monumento alto 737 metri”
I partiti continuano a fare promesse demagogiche e a non mantenerle? «Noi proponiamo di mettere un tappo all’Etna a innesto o a baionetta, e di far uscire da tutte le fontanelle bibite e acqua minerale. E la domenica champagne…».
Esercitano l’ironia quando intervengono su temi più inquietanti, sulla sicurezza dell’isola per esempio: «E va bene, costruiamo anche centrali nucleari, dotiamo ogni famiglia di apparecchiature per la rilevazione dei nanocurie e poi distacchiamo cinque batterie di missili a testata atomica per proteggere la Sicilia orientale dalle incursioni dei turisti».
Alla politica si sono avvicinati da poco. Senza appoggi, senza finanziamenti, in un paese dove ogni partito ha una sua sede e il partito liberale addirittura due, si sono presentati con una lista alle elezioni amministrative dell’84. Un successo insperato: il 5 per cento dei consensi, un consigliere comunale e il secondo fallito per poche decine di voti. Nel settembre dello scorso anno sono entrati persino in giunta, con Dc e Pci. Ma la convivenza è durata pochi mesi: una loro richiesta di realizzare un’area verde e di recuperare all’uso pubblico un’antica chiesa sconsacrata ha provocato la paralisi della maggioranza e la crisi della giunta. Sono tornati all’ opposizione, e alle loro provocazioni. Sono convinti che «lo spirito dell’essere Sgas» sconfinerà oltre Mascalucia. Stanno prendendo contatti con altri giovani dell’isola. Hanno confrontato le loro idee con Nando Dalla Chiesa. Ma per ora vogliono restare molto distanti dai partiti.
Qualunquisti? Guglielmino replica: «No, non lo siamo. Siamo in contraddizione con un modo di governare che qui in Sicilia accomuna un po’ tutte le forze politiche». Aggiunge: «Siamo “abbastanza seri”perché non vogliamo rinunciare a sorridere di fronte agli spettacoli, davvero divertenti, che ci offrono i partiti. Pensi che il segretario liberale Altissimo ha annunciato un comizio, nel nostro paese, proprio di fronte alla casa di un candidato del Pli, amico di Biondi, per invitare i cittadini a votare invece a favore di un candidato amico suo.”
Un’altra pagina della nostra storia locale è stata scritta e resterà per sempre sul WEB a perenne ricordo di quella che fu un’esperienza straordinaria.
Hanno collaborato alla redazione di questo articolo, Vito Guglielmino per la documentazione e Francesca Calì per la conversione delle foto in testo.
Giuseppe Reina
Editor Mascalucia DOC