Storia - Marzo 4, 2021

Foto di Giovanni Verga a Mascalucia? No, è Campobello di Mazara.

Per tantissimo tempo, abbiamo attribuito questa foto a Giovanni Verga e per giunta scatta a Mascalucia. Si, certo è ormai storia documentata che Giovanni Verga avesse l’hobby della fotografia. Tanto è vero che fu pubblicato un suo libro di foto . L’autore del libro, prof. Giovanni Garra Agosta era uno studioso che aveva scoperto un […]
Di Giuseppe Reina

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Per tantissimo tempo, abbiamo attribuito questa foto a Giovanni Verga e per giunta scatta a Mascalucia. Si, certo è ormai storia documentata che Giovanni Verga avesse l’hobby della fotografia. Tanto è vero che fu pubblicato un suo libro di foto . L’autore del libro, prof. Giovanni Garra Agosta era uno studioso che aveva scoperto un consistente archivio di foto verghiane dell’epoca. Tra le foto scoperte e pubblicate esiste questa foto, poi didascalizzata da un fotografo professionista, al quale era stata concessa la liberatoria alla pubblicazione, il quale attestava che era stata scattata a…Mascalucia!!

Foto con errata didascalia.

Libro fotografico di Giovanni Verga

Per anni ci siamo chiesti se ciò’ fosse vero, in quanto non riconoscevamo nella foto, alcun panorama caratteristico di Mascalucia. Anche se a taluni, appare un po’ roboante la presenza “fotografica” di Verga, nella nostra cittadina, essa in effetti NON deve stupire più di tanto, in quanto in diverse edizioni cartacee delle sue novelle, sono presenti foto scattate dallo stesso autore che ritraggono contadini in posa di Mascalucia. Ciò a conferma che il “vizzinese” calcò certamente il suolo mascalucioto. Premesso che la foto è databile 1892, anche se NON è immediatamente percepibile l’esatto luogo in cui fu scattata, alcuni particolari ci avevano fatto erroneamente ritenere che la foto NON solo fosse autentica, ma era uno scatto eseguito da Piazza Umberto, con ritratta Via Etnea verso Chiesa Madre. Ci confortava il fatto che tante antiche cartoline e foto, furono scattate nei due sensi di Via Etnea, con le persone ritratte ferme a guardare verso il fotografo, quasi fossero in posa. Quindi, la foto NON era un “sui generis” che si allontanava dalla maniera consueta di “fare fotografia dell’epoca”, ma anzi ne confermava le caratteristiche. Inoltre, le case sulla destra della foto, erano assolutamente compatibili con quelle che attualmente esistono su Via Etnea e ne riconoscevamo alcune sagome assai familiari. Non si vedeva la Chiesa Madre sullo sfondo, si potrebbe obiettare. E’ vero, non si vede neanche a forte ingrandimento, ma lo avevamo attribuito a pellicole e mezzi tecnici del 1892, laddove la “povertà” di tecnologia NON avrebbe di certo consentito né di zoomare, né di grandangolare la foto. Ecco perché a grande distanza (per l’epoca era effettivamente una distanza siderale!),alcuni grandi particolari potrebbero NON essere stati impressi dalla pellicola e risultare quindi invisibili, senza considerare che la foto per essere pubblicata ha anche subìto un “presumibile” processo di restauro che potrebbe aver alterato dettagli presenti nell’originale.

Queste era le convizioni di tutti noi, fino ad oggi.

Ed eravamo tutti in grave ERRORE.

Ci ha scritto il sig. Annibale Cerrati il quale , con dovizia di particolari, ci ha spiegato l’arcano, corredandolo di alcune foto assolutamente probanti ai fini della nostra ricerca.

“Ciao, mi scuso per il ritardo e per la breve nota, ma fino alla prossima estate non ho molto tempo per i tanti impegni.
Vi invio due foto, quella pubblicata l’11 febbraio 1894 sulla rivista L’illustrazione Italiana, l’altra scattata qualche giorno fa, a Campobello di Mazara, angolo via Roma con via Garibaldi.

Saluti
Annibale Cerrati”

Campobello di Mazara

Foto de L’Illustrazione Italiana dell’11 febbraio 1894

Risolto il primo arcano, restava il secondo: ma è davvero una foto di Giovanni Verga? No, non è nemmeno una foto di Giovanni Verga.

Aggiunge il sig.Annibale Cerrati : “La foto è di Eduardo Ximenes,Figlio di Antonio e di Giulia Tolentino e fratello di Ettore, nasce da una nobile famiglia siciliana di origini spagnole. Ereditata dal padre la passione per l’arte, Eduardo, come i suoi fratelli Eliodoro, Empedocle, Enrico Emilio e altri, intraprese da subito la carriera artistica, come illustratore dell’Illustrazione Italiana, di cui fu anche cofondatore. Illustrò inoltre alcuni importanti opere come il romanzo Eva di Giovanni Verga. È autore della scultura in bronzo della edicola Treves nel Riparto Israeliti del Cimitero Monumentale di Milano rappresentante scene della casa editrice Treves insieme all’arch. Augusto Guidini. Fu più volte in Africa come inviato de L’Illustrazione Italiana e pubblicò servizi sulle colonie italiane in Eritrea e Libia. Sul campo di Adua, diario del suo soggiorno tra Eritrea ed Etiopia nel marzo-giugno 1896, è considerato uno dei primi reportage giornalistici di guerra.”

Giuseppe Reina.

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