Ci sono momenti che vanno colti al volo, occasioni fugaci che meritano attenzione, frammenti di realtà che si manifestano e che non possono essere ignorati.
È proprio in uno di questi attimi che il caro amico Peppe Corsaro di Mascalucia, mentre si occupa della sistemazione di alcune vecchie carte appartenute ai suoi genitori ormai scomparsi, si imbatte in qualcosa che lo colpisce: documenti che, anziché essere destinati al cestino, meritano di essere conservati, studiati e valorizzati. Ma chi, oggi, ha il tempo di farlo davvero? Ed è così che decide di farne dono, spinto dalla consapevolezza che “buttarli sarebbe un vero peccato”.
Sotto l’ombra discreta del Bar Ottagono, nel cuore di un mezzogiorno infuocato di luglio, Peppe mi porge una piccola busta di plastica contenente un lotto di documenti antichi appartenenti al Comune di Mascalucia. Non si tratta di carte dal valore economico, ma piuttosto di autentici frammenti di storia, istantanee di un tempo ormai lontano. E sceglie di donarli all’Associazione Culturale “Mascalucia DOC”, riconoscendone il valore identitario e il potenziale storico.
Tra i vari materiali, uno in particolare cattura subito la mia attenzione: un bigliettino funebre, un oggetto che un tempo veniva stampato – spesso su carta pregiata – per esprimere gratitudine verso parenti, amici e conoscenti intervenuti alle esequie di un defunto.
A colpirmi è la singolarità dell’oggetto: non solo per la sua struttura raffinata – quattro facciate, una delle quali reca una semplice croce nera, la seconda con la fotografia del defunto e le date di nascita e morte, la terza con una sorta di curriculum vitae (elemento alquanto inusuale per questo tipo di stampati), e infine una quarta pagina bianca con il solo riferimento, in caratteri minuti, alla stamperia – ma anche per l’eccellente stato di conservazione e l’indubbia qualità della carta.
Il marchio riportato è quello della storica Pineider di Firenze, una tipografia ancora oggi attiva e nota per l’altissimo livello qualitativo delle sue produzioni. Questo piccolo gioiello cartaceo, apparentemente semplice, racchiude dunque in sé una ricchezza culturale e testimoniale che merita senza dubbio di essere approfondita e condivisa.
Ma il vero valore lo porta il nome del defunto: Andrea Rapisardi Mirabelli, Barone di Sant’Antonio.
Nato a Mascalucia il 10 ottobre 1883, scomparve a Siena il 17 luglio 1945.
Chi era e cosa ha lasciato? Ho consultato fonti affidabili (tra cui Wikipedia e altre autorevoli enciclopedie), ecco cosa emerge:
Andrea Rapisardi Mirabelli, laureato in Scienze Sociali a Firenze, ottenne la libera docenza in diritto internazionale nel 1911 presso l’Università di Genova. Insegnò nelle università di Camerino, Macerata, Sassari e Siena, nonché all’Accademia del diritto internazionale dell’Aia. Fu vicepresidente dell’Accademia dei Fisiocritici e direttore del Circolo Giuridico di Siena. Autore di numerosi studi sul diritto internazionale, pubblicò opere di rilievo tra il 1907 e il 1935 e collaborò con importanti riviste e enciclopedie. Fu insignito del titolo di Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia.
Un’eccellenza mascaluciota, sotto ogni aspetto.
È stato possibile risalire anche al motivo per cui questo librettino venne stampato: la moglie, Anita Di Giosuè – conosciuta localmente con il soprannome di “La Fiorentina” per via delle sue origini – volle commemorare il marito nel primo anniversario della sua scomparsa, offrendo un ricordo toccante a quanti lo avevano conosciuto in vita. Il librettino può quindi essere datato con precisione al luglio del 1946, esattamente un anno dopo la morte di Mirabelli.



Andrea Rapisardi Mirabelli rappresenta una figura di alto profilo accademico e umano, legata indissolubilmente alla storia e all’identità del nostro territorio. Secondo alcune fonti, i suoi resti riposerebbero nel cimitero di Mascalucia; stiamo attualmente verificando la veridicità di questa informazione e l’esatta ubicazione della sepoltura.
Con questa nota desideriamo semplicemente condividere con voi il percorso di ricerca avviato dall’Associazione Culturale Mascalucia DOC, che, pur talvolta oggetto di critiche dettate da superficialità o pregiudizi, continua con serietà e passione a valorizzare la memoria e le eccellenze del nostro paese.
Un impegno che, nel tempo, ha consolidato l’identità unica e autentica della nostra Associazione, distinguendola dal degrado e dalla banalità che spesso dilagano sui social.
Invitiamo chiunque sia in possesso di ulteriori informazioni o testimonianze a condividerle nei commenti.
Grazie per l’attenzione,
Giuseppe Reina
Editor – Mascalucia DOC