San Giovanni Galermo, frazione di Catania, il 24 giugno celebra con profonda devozione il suo patrono, San Giovanni Battista.
Questa tradizione affonda le sue radici nella storia, assumendo un significato religioso, sociale e culturale per l’intera comunità locale.
Origini Storiche della Festa
Durante la visita pastorale del Vescovo di Catania Giuseppe Francica Nava, tra il 1892 e il 1897, la festa venne descritta come “la festa che si festeggia con la maggior pompa possibile ed in cui si spende presso a poco 650 £”. Nel XIX secolo l’elemento popolare e la vita religiosa erano strettamente intrecciati e la festa patronale costituiva motivo di aggregazione sociale oltre che di crescita spirituale.
Il Comitato Parrocchiale di San Giovanni Galermo, istituito il 3 marzo 1897, svolgeva un ruolo centrale nell’organizzazione non solo della festa del santo Patrono, ma anche di tutti gli altri eventi religiosi e sociali, come le celebrazioni pasquali, il Corpus Domini e le feste minori.
La vigilia della festa, il 23 giugno, vedeva l’organizzazione di una rinomata fiera presso il Largo Fiera Abbeveratoio, oggi scomparso. Questo evento richiamava commercianti di bestiame, utensili agricoli e prodotti artigianali, essendo l’economia locale basata principalmente sull’agricoltura.
La piazza, adornata da un antico abbeveratoio in pietra lavica e ombreggiata da secolari ulivi piantati dai confrati della “Compagnia San Giovanni Battista”, costituiva il cuore pulsante della fiera.
La sera del 23 giugno, come accade tutt’oggi, la solenne Processione Penitenziale introduceva i fedeli nel clima di raccoglimento spirituale. Fin dal 1580 il popolo di San Giovanni Galermo, allora detto “Casale di Galermo” decise di adunarsi nella “Confraternita San Giovanni Battista” per regolare la propria condotta di vita secondo gli insegnamenti del Patrono.
I soci della “COMPAGNIA” del glorioso San Giovanni Battista prima, e della “CONFRATERNITA” dopo, nel corso dei secoli si sono premurati a mantenere e diffondere il culto del Santo Protettore e a custodire il “tesoro” e la “Statua”, un’opera nobilissima risalente al 1580-1600.Il 24 giugno, giorno della festa, inizia all’alba con l’apertura della Chiesa Madre e la celebrazione eucaristica della “Svelata del Santo” accompagnata da scampanii festosi e fuochi d’artificio.
La statua di San Giovanni Battista, adornata con ex voto, viene accolta dalla folla dei devoti in un clima di profonda emozione e devozione. A mezzogiorno in punto la “Vara”, splendente di fiori, percorre le vie del paese tra musica, applausi e coriandoli colorati. Un momento unico è rappresentato dall’antichissima tradizione dei “Pueti da Vara”, poeti devoti che recitano versi dialettali in ottave celebrando la vita del Battista.
Nel pomeriggio la sfilata dei carretti siciliani e delle majorettes aggiunge una nota folkloristica alla festa religiosa. La sera intorno alle ore 21:00 il fercolo esce nuovamente dalla chiesa tra la folla entusiasta.
Segue la suggestiva “Calata dell’Angelo”, in cui un angioletto tramite un sistema di funi scende dall’alto verso la vara porgendo il suo saluto e un suo dono al santo.
La religiosità popolare è un elemento chiave di questa festa. La comunità esprime la propria fede non solo attraverso preghiere e celebrazioni liturgiche, ma anche tramite manifestazioni esterne come bande musicali, fuochi pirotecnici e luminarie. A tal riguardo l’origine dei fuochi nella festa di San
Giovanni Battista è assai antica: le prime concessioni per lo sparo dei fuochi risalgono addirittura al 1600.
Patrimonio e Continuità
La festa di San Giovanni Battista rappresenta un patrimonio inestimabile per San Giovanni Galermo.
La sua lunga tradizione, che combina elementi religiosi, culturali e sociali, continua a vivere e a unire generazioni di devoti. Con il rientro della statua nella sua “cameretta” tra gli applausi e le preghiere, cala il sipario su questa celebrazione, con l’immancabile promessa: “Arrivederci al prossimo anno” o “Arrivederci al 29 Agosto”, giorno in cui si ricorda il martirio del Santo.
Un legame particolare unisce la festa di San Giovanni Battista a quella di San Vito a Mascalucia: la presenza, sui vestiari di entrambi i simulacri, di una croce di Malta ottocentesca. Questo simbolo appartiene al Sovrano Militare Ordine di Malta, un antico ordine religioso cavalleresco cattolico nonché un’entità di diritto internazionale. L’ordine, noto in passato per la sua missione assistenziale e ospedaliera, conserva ancora oggi la sua gloria e il suo fascino. Con circa 12.500 membri nel mondo, tra frati professi e laici, l’Ordine di Malta rimane fedele ai principi della carità cristiana, dedicandosi ad aiutare malati, bisognosi ed emarginati, e offrendo una testimonianza autentica del Vangelo. Seguendo l’esempio dei Santi Martiri, tra cui San Giovanni Battista e San Vito, l’ordine invita tutti a rivolgere lo sguardo a Cristo e a trovare in Lui una vera guida. Giovanni e Vito ci ispirano a guardare oltre le apparenze, a vivere con fede e speranza, richiamandoci a un compito universale: seguire i valori di carità e servizio che lo stesso Ordine di Malta rappresenta. È un invito che riguarda tutti, una chiamata a mettere la propria vita al servizio degli altri, a servizio del Vangelo.


Articolo redatto da Prof. Mauro Rapisarda per conto Mascalucia DOC AC.
@MauroRapisarda @MascaluciaDocAc
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