Storie di Mascalucia - Aprile 1, 2022

Storie di Mascalucia: Il “Tesoro” di Mompileri.

Forse non tutti si sono resi perfettamente conto di ciò che avverrà, domenica 3 aprile 2022 al Santuario di Mompileri. Forse pochi hanno veramente compreso come ci si trovi davvero di fronte a un momento storico, inimmaginabile e incredibile per il territorio di Mascalucia, di cui Mompileri è parte integrante. Lascio a altri, ben più […]
Di Giuseppe Reina

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Forse non tutti si sono resi perfettamente conto di ciò che avverrà, domenica 3 aprile 2022 al Santuario di Mompileri.

Forse pochi hanno veramente compreso come ci si trovi davvero di fronte a un momento storico, inimmaginabile e incredibile per il territorio di Mascalucia, di cui Mompileri è parte integrante.

Lascio a altri, ben più competenti di me, gli aspetti religiosi e di fede che sono peraltro prioritari, per concentrarmi esclusivamente sugli aspetti storico-culturali che il restauro del simulacro della Madonna di Mompileri ha svelato con grande evidenza.

E cercherò di spiegarlo con concetti semplici, per fare ben comprendere a tutti, anche alle persone meno avvezze ai paroloni, la straordinarietà dell’evento.

Se guardate la foto in calce al post della Madonna di Mompileri, ecco, questa sarà solo un ricordo da raccontare ai nipoti, perché la “nuova” Madonna restaurata, avrà semplicemente “colori” diversi da quelli a cui tutti noi siamo abituati.

Non è un vezzo, un capriccio, né una moda di voler modificare, a tutti i costi, un simulacro di enorme valore artistico, ma le ragioni del restauro affondano le radici in alcune ben consolidate convinzioni storiche.

Per tantissimi anni, i nostri progenitori ci hanno tramandato la leggenda di una Madonna ritrovata intatta, addirittura con il velo perfetto, dopo un terremoto devastante, dopo un crollo di muri su un manufatto fragile e dopo essere stata sepolta dalla lava dell’Etna.

Questa, fino a oggi, è stata la leggenda , il mito su cui si è fondato il “miracolo” di Mompileri.

In effetti, a ben pensarci e con l’ausilio e il conforto dell’esame visivo del simulacro fatto da esperti restauratori, si è ben compreso come la leggenda e l’esagerazione popolare, ci avessero condotto su una strada che non ripercorre la storicità e l’evidenza reale dei fatti.

Il “vero” miracolo sta effettivamente nel ritrovamento e nelle circostanze incredibili con cui esso si è concretizzato, ma che la Madonna fosse intatta, bè davvero quello NO, non ci sentiamo di avallarlo, non perché vogliamo essere saccenti, ma per puro buon senso e magari con il conforto di evidenze palesatesi durante il restauro

.La Madonna, all’atto del ritrovamento, non era affatto intatta, anzi le fratturazioni sul simulacro hanno dimostrato in maniera evidentissima come la statua fosse davvero in cattivo stato di conservazione.

Ciò fece nascere l’idea di ricoprire le fratturazioni con colorazioni vivaci in maniera da non evidenziare i gravi danni subiti e dare alla statua una sua dimensione più attrattiva.

Quindi, l’immagine della Madonna che abbiamo conosciuto fino a oggi, NON è l’immagine ORIGINALE del simulacro così come lo vedevano con gli stessi occhi i nostri progenitori mompilerini, ma un artifizio artistico post-ritrovamento giustificato da un restauro successivo del tutto anacronistico, anche se ben realizzato negli accoppiamenti cromatici.

Ma com’era veramente la Madonna di Mompileri? Lo vedremo il 3 aprile.

Già questo sarebbe bastevole per coniugare al meglio, evento religioso con evento storico.

Ma c’è molto di più.

Fino ad oggi, abbiamo ritenuto che solo il Gruppo dell’Annunziata, esposto nei locali attigui il vecchio Santuario, fossero opera di Antonello Gagini, celebre scultore rinascimentale che operò in Sicilia e in Calabria.

Sulla statua della Madonna, non vi erano certezze, molti sospetti, diversi indizi, ma nulla che potesse accomunare il Gagini al simulacro, anche perché, a quanto ne so, non era mai stata eseguita una ricognizione sul simulacro, alla ricerca di comprovate evidenze che sancissero l’identificazione dell’autore.

Ebbene, non lo dico io, ma lo affermano alti funzionari della Soprintendenza di Catania con specifiche competenze storico-artistiche, la Madonna della Sciara è palesemente, indubbiamente , inconfutabilmente un’opera attribuibile a Antonello Gagini.

Ben capite cosa vuol dire questo.

E’ come avere un quadro in casa di cui sospettiamo che sia un dipinto di Leonardo ma di cui non abbiamo alcuna prova evidente e un giorno, qualcuno ci dice , “Si è di Leonardo!”

Questo fatto cambia totalmente l’ordine delle cose, stravolge in maniera repentina, il valore artistico e culturale dell’opera che ci troviamo di fronte.

Non siamo più di fronte a una preziosita’ mompilerina, ma di fronte al “tesoro” di Mompileri, pari addirittura se non forse superiore, a celebrate e famosissime opere d’arte tanto belle, quanto efficacemente reclamizzate.

Questo è lo stato dei fatti!

Abbiamo avuto un “Tesoro” in casa, e non sapevamo di averlo.

Vuoi per miopia politica, vuoi per fede, vuoi per non aver guardato oltre la punta del proprio naso, vuoi perché tutta l’operazione era davvero complessa e mantiene tuttora il forte rischio di “snaturare” agli occhi dei devoti, quanto inconsciamente hanno fissato nella loro mente e nel loro cuore, ma fino a oggi, ci si è cullati in un’immagine della Madonna, bellissima certamente, ma fortemente interpolata e snaturata nella sua essenza originaria.

Un plauso vada al Rettore attuale del Santuario, Don Alfio Privitera, per avere con caparbietà, studiato, analizzato, preso coscienza del fatto e superando le naturali ritrosie umane, avere spinto per restituire alla storia, all’arte, alla cultura e soprattutto alla fede, un’opera tra le più significative del nostro territorio.

Un grazie enorme anche a tutti coloro che hanno collaborato nella splendida realizzazione di un’avventura incredibile che ,all’inizio, mostrava forti, seri e comprensibili dubbi, ma che si è rivelata perfetta nella sua realizzazione.

Mascalucia e Mompileri sono un connubio indivisibile sotto l’egida della Madonna della Sciara, opera artistica di altissima valenza, ma soprattutto storia della fede di tutti noi.

Speriamo di non sprecare questa UNICA occasione di ammirare il bello e che, magari, ci si convinca una volta per tutte, che investire su Mompileri è non solo necessario, ma doveroso.Ho la sensazione che, trascorso il tre aprile, tutto sarà dimenticato.

Vorrei tanto sbagliarmi.

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