Storie di Mascalucia - Maggio 10, 2021

PADRE GIORGIO GIUFFRIDA: 11 Maggio 2011 – 11 maggio 2021

Sono trascorsi 10 anni da quando non c’è più ma il suo ricordo e le sue parole sono rimaste incise dentro di me. Mi ritengo molto fortunata perché ho conosciuto un vero “servo di Dio”, un sacerdote che sapeva parlare “come noi” e sapeva stare fra la gente. I suoi modi non erano proprio ortodossi, […]
Di mascaluciadoc@virgilio.it

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Sono trascorsi 10 anni da quando non c’è più ma il suo ricordo e le sue parole sono rimaste incise dentro di me. Mi ritengo molto fortunata perché ho conosciuto un vero “servo di Dio”, un sacerdote che sapeva parlare “come noi” e sapeva stare fra la gente. I suoi modi non erano proprio ortodossi, diceva sempre apertamente le cose che pensava, a volte senza filtri, e questo da qualcuno non era apprezzato. Non accettava compromessi e non si lasciava convincere dai prepotenti ma, con noi ragazzi, era premuroso e sempre disponibile, un secondo padre.

Padre Giorgio Giuffrida


E’ stato parroco della parrocchia di San Vito per ben 17 anni. Lui, l’uomo di città trapiantato nel paesello, il forestiero, il prete operaio che portava idee nuove in una Mascalucia che in quegli anni si stava espandendo rapidamente popolandosi di catanesi non sempre ben visti da alcuni “paesani”.


Potrei raccontarvi moltissimi aneddoti legati a lui e al meraviglioso gruppo di giovani che riuscì a consolidare negli anni ’90 ma uno su tutti credo sia significativo del ruolo che ha avuto nella nostra comunità. All’inizio del 1997 frequentavo per l’appunto il gruppo dei giovani della parrocchia, la GI.FRA, gioventù francescana, un gruppo molto numeroso e anche molto affiatato. Poi un giorno una tragedia, come un fulmine ci colpì all’improvviso , un dolore acuto e inspiegabile: la morte di uno di noi. Le lacrime scorrevano inarrestabili sui nostri volti e sulle nostre anime e, la sera di quel triste e freddo giorno di gennaio, la sera prima del funerale, eravamo ancora tutti sotto casa del nostro amico, inconsolabili e senza sapere cosa fare.


Ecco: Padre Giorgio, provato come noi, ci “venne a raccogliere” nella nostra disperazione e ci portò in chiesa a confortarci, a pregare, a parlare. Come il padre buono, era rimasto lì ad ascoltare i suoi figli nel momento del dolore, a consolarci.


Nel 2000 fu spostato nella Basilica della Collegiata, a Catania, ma il forte legame con Mascalucia e la comunità non si è mai spezzato. Il giorno del suo funerale la chiesa era stracolma di fedeli di entrambe le parrocchie venuti a rendergli omaggio e a dargli l’ultimo commovente saluto. Se ne è andato troppo presto, la Chiesa ha bisogno di validi “strumenti”, come lo è stato lui, per realizzare il progetto di Dio.

Per me rappresenterà sempre il volto bello e pulito della Chiesa Cattolica, quello fatto di onesti e generosi servitori che ogni giorno compiono la loro missione fra la gente e per la gente. Una speranza per il risveglio della fede soprattutto per le giovani generazioni.
E oggi mi piace pensarlo lassù, in cielo, dietro alla sua scrivania, come l’ho visto tante volte mentre chiacchera con il suo amico il sig. Fina. E sorride.

Ciao Padre Giorgio.

Articolo di Belinda Castiglione.

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